Derattizzazione

Esecuzione del trattamento di derattizzazione

E’ oramai consolidato e obbligatorio il riscorso alle basi di adescamento (di sicurezza) per impedire la dispersione dell’esca rodenticida,per verificarne con precisione il consumo e impedire che venga rovinata dal contatto con l’acqua, sporco.
Ciò nonostante è opportuno considerare che anche la base di adescamento si pone, per i roditori, come un oggetto nuovo, estraneo all’ambiente che topi e ratti avevano imparato a conoscere.
Può pertanto essere utile collocare le basi di adescamento vuote alcuni giorni prima di collocarvi il rodenticida. In questo modo, quando i roditori vi entreranno, non solo per curiosità ma attirati dall’esca, riterranno le basi di adescamento un luogo sicuro in cui è possibile consumare la sostanza alimentare presente.
Non è possibile fornire indicazioni univoche circa il numero di postazioni che devono essere attivate nell’area infestata. Indicativamente in un edificio infestato si collocano 2-3 postazioni ogni 100 metri quadrati. Particolari conformazioni degli edifici possono rendere questa indicazione del tutto inapplicabile. E’ opportuno che i dispensatori di esca non vengano collocati nelle immediate vicinanze della fonte di alimento già utilizzata dai roditori ma lungo i probabili itinerari tra fonte di alimento, tane e luoghi di approvvigionamento dell’acqua.
Per quanto concerne la quantità di esca da collocarsi, è bene che questa sia maggiore se si utilizzano anticoagulanti della prima generazione (100 – 200 grammi) e minore (50 – 150 grammi) con l’utilizzo di anticoagulanti della seconda generazione.

 

Per una corretta impostazione del trattamento bisogna dotarsi di:

una mappa del sito che riporti tutti i punti di adescamento attivati;
nome del formulato rodenticida e indicazione del principio attivo contenuto;
scheda per la registrazione delle date di intervento, delle quantità di esche utilizzate e dei consumi rilevati.
Infine una nota riassuntiva dovrebbe riassumere l’andamento dell’intervento.

Le ispezioni possono essere inizialmente condotte ogni 3-4 giorni per poi diminuire di frequenza quando inizia a diminuire il consumo delle esche. Solitamente i tempi richiesti per eseguire una efficace derattizzazione sono di 2-3 settimane ma non di rado ne possono essere necessarie anche 5.

Problemi osservati durante l’esecuzione degli interventi.
A volte i trattamenti possono condurre a risultati mediocri o al totale fallimento. I due segnali più evidenti della non riuscita dell’intervento sono:

  • non assunzione dell’esca;
  • continuo asporto dell’esca senza che si riduca la presenza dei roditori.

Le cause, nel primo caso possono essere:

  • errore nella collocazione delle esche
  • neofobia
  • formulazione dell’esca non attrattiva.

Nel secondo caso:

  • spostamento delle esche da parte di ratti che le accumulano in altri luoghi senza mangiarle;
  • interferenze con animali non target;
  • reinfestazione continua
  • presenza di individui resistenti.

Note sintetiche per una esecuzione sicura dei servizi di derattizzazione

Programmazione e registrazione dei dati PRIMA di procedere all’applicazione delle esche.

 

  • Un attento esame del sito infestato prima dell’inizio degli interventi è la chiave essenziale per il successo dell’operazione, deve essere eseguita prima di utilizzare un qualsivoglia derattizzante.
  • Quando si prevede l’utilizzo di esche a base di brodifacoum (FACORAT) o di flocoumafen (STORM SECURE) devono essere prese particolari attenzioni (data la tossicità dei due anticoagulanti nei confronti di animali non bersaglio: ad es. i cani) circa i luoghi ove topi/ratti vivono e si alimentano.
  • E’ opportuno disegnare una semplice mappa o una lista delle aree particolarmente soggette al problema, questi documenti devono poi essere archiviati e conservati nel tempo.
  • Prima di procedere alla derattizzazione deve essere posta particolare cura, all’esterno degli ambienti, alla rimozione dei rifiuti (di vario genere) o della vegetazione e di altro materiale che fornisce riparo e protezione a topi e ratti che si avvicinano agli edifici infestati.
  • Prima dell’intervento, all’interno degli edifici, è opportuno non pulire o mettere in ordine gli ambienti, ciò disturba la popolazione dei roditori e può ridurre l’accettabilità delle esche.
  • Il più velocemente possibile, prima dell’intervento, è necessario rimuovere o rendere inaccessibile ogni possibile fonte di alimento.
  • Coloro che vivono nell’area in cui si svolgerà l’intervento di derattizzazione devono essere avvisati PRIMA che l’intervento abbia inizio.
  • In particolare devono essere fornite indicazioni circa:
  • Le norme generali di sicurezza da tenersi nell’area sottoposta a derattizzazione.
  • Le azioni da intraprendersi in caso di “incidente”: contatto con le esche, ingestione di esche, …
  • Le azioni da intraprendersi nel caso di rinvenimento di esche fuoriuscite dai contenitori, o di roditori morti.
  • L’esatta ubicazione dei punti di adescamento attivati (fornire una piantina in cui tali punti sono evidenziati), comunicare la quantità iniziale di esche deposte all’interno dei contenitori.

Le note sono state liberamente tratte da: “Guidelines for the safe use of Anticoagulant Rodenticides by professional users”, a cura della British Pest Control Association 2001

Applicazione delle esche derattizzanti e gestione del servizio

 

  • Posizionare i contenitori destinati alla protezione delle esche derattizzanti dopo averne esaminate le caratteristiche descritte dal fornitore. Devono essere scelti contenitori idonei in funzione della specie infestante. La posizione del contenitore deve interferire il meno possibile con l’ambiente.

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